{"id":99,"date":"2026-02-17T09:08:23","date_gmt":"2026-02-17T09:08:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/IGP\/?page_id=99"},"modified":"2026-05-15T09:35:19","modified_gmt":"2026-05-15T09:35:19","slug":"aneddoti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/?page_id=99","title":{"rendered":"Gli Arcudari (2014)"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:48px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--40);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--40)\"><a href=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-259\" style=\"object-fit:cover\" srcset=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-1448x2048.jpg 1448w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-mostra-Maratea_page-0001-scaled.jpg 1810w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019inaugurazione si terr\u00e0 venerd\u00ec 4 luglio 2014 alle ore 18,00<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">marted\u00ec 15 luglio 2014 <br>Informazioni dal Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo della Basilicata<br>Redattore: ANTONIO ROSA<br>A<br>Informazioni Evento: <br>Data Inizio: 04 luglio 2014 <br>Data Fine: 30 agosto 2014 <br>Costo del biglietto: Gratuito; Per informazioni 0973 877676 <br>Prenotazione: Facoltativa; Telefono prenotazioni: 0973 877676 <br>Luogo: Maratea, Palazzo De Lieto <br>Orario: da luned\u00ec a sabato: 16.00\u201321.00 <br>Telefono: 0971 489439 <br>Fax: 0971 489418 <br>E-mail:&nbsp;<a href=\"mailto:antonio.rosa@beniculturali.it\">antonio.rosa@beniculturali.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\" style=\"line-height:0.3\"><strong>Gli Arcudari<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\" style=\"line-height:0.5\">Pubblicato il 30 giugno 2014<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px;line-height:1.7\">La mostra presentauna delle \u201cserie\u201d pi\u00f9 significanti ed eloquenti della singolare produzione artistica di&nbsp; Isabella Galligani Pandolfini, artista toscana di nascita e formazione ma donna del sud per temperamento&nbsp;e disposizione d\u2019animo. <br>La serie \u201cgli arcudari\u201d (1982) rappresenta il ritratto di un\u2019isola, Alicudi, attraverso i volti dei suoi abitanti:&nbsp;una sequenza di istantanee forti, espressive, a volte buffe; volti concreti e intensi, che raccontano&nbsp;di se e della loro storia; donne, uomini, bambini, giovani, vecchi, belli, brutti, sani e infermi, l\u2019umanit\u00e0&nbsp;dell\u2019isola, l\u2019umanit\u00e0. <br>Dalle opere in esposizione traspare il trasporto e la passione di Isabella per questo luogo nel mezzo&nbsp;del Mediterraneo, dove ha vissuto e lavorato per lunghi periodi: \u201cIsola era la casa, la casa era l\u2019isola,&nbsp;Sicilia per di pi\u00f9, Palermo per di pi\u00f9. Non si adatt\u00f2 all\u2019isola, n\u00e9 l\u2019isola a lei: erano fatte l\u2019una per l\u2019altra. <br>L\u2019isola e lei erano fertili.\u201d (Costanza Pandolfini). <br>Isabella Galligani Pandolfini compie i suoi studi d\u2019arte a Firenze ed esordisce sulla scena artistica&nbsp;italiana nel 1945, vincendo il primo premio della collettiva dell\u2019Accademia di belle arti. <br>Ha tenuto molte&nbsp;personali in Italia e partecipato alle pi\u00f9 importanti rassegne d\u2019arte. Hanno scritto del suo lavoro Dino Buzzati,&nbsp;Maurizio Calvesi, Raul Capra, Silvio Ceccato. <br>La mostra, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata&nbsp;allo scopo di incentivare la conoscenza e la divulgazione del patrimonio culturale e dell&#8217;arte delle aree&nbsp;mediterranee, a partire da quelle dichiarate patrimonio UNESCO, \u00e8 stata allestita negli ambienti&nbsp;del settecentesco Palazzo De Lieto in Maratea in collaborazione con il locale Centro Operativo Misto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\" style=\"line-height:0\"><br><br><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Isabella Galligani Pandolfini (Pescia 1924-Vicchio 2004), studia al liceo artistico e all\u2019Accademia di belle arti di Firenze con Ottone Rosai e Ugo Capocchini; ha un\u2019importante frequentazione artistica e personale con Felice Carena.<br>\u30cd presente nella vita artistica italiana dal 1947 (primo premio collettiva dell\u2019Accademia). Ha tenuto molte personali in Italia e partecipato, su invito, alle pi\u00f9 importanti  rassegne d\u2019arte. Dino Buzzati, Maurizio Calvesi, Raul Capra, Silvio Ceccato, hanno scritto del suo lavoro.<br>Nel 1957 vive e lavora a Tropea, partecipa al circolo di Corrado Alvaro, dipinge la prima serie: figurazione critica di fatti, avvenimenti, personalit\u00e0, tipologie e contesti<br>della vita tropeana. Nello stesso anno personali a Novara e Milano.<br>Nel 1963 la famiglia rientra a Firenze, nasce la serie dell\u2019uomo albero, le dimensioni dei quadri si dilatano, ecco la serie delle \u201cpersonalit\u00e0\u201d: Polifemo, Ceccato, Nurejev\u2026 la<br>serie dei freddi\u2026 dei poteva. Personale alla \u201cGalleria Angolare\u201d di Milano.<br>Dal 1973 vive per qualche anno tra Milano e Firenze, con molte frequentazioni per lunghi periodi nell\u2019isola di Vulcano. Il periodo \u00e8 drammatico, le tematiche pittoriche<br>hanno caratterizzazioni di grande evocazione, celebrazione di ci\u00f2 che si \u00e8 perduto. Il senso della privazione \u00e8 forte, nascono i \u201cRitratti\u201d di ogni cosa: casa, poltrone, auto, pianoforte, divani, stanze, animali (sempre dipinti, sempre descritti, sempre amati, a cominciare dai ragni) e figure acefale in lutto. Comincia a scrivere: Una vita non speciale.<br>Vive a Milano per due anni, un bello studio, casa di ringhiera, via Fiori chiari: i ritmi senza tregua e la mentalit\u00e0 efficientissima della vita milanese sono diversi dai suoi,<br>ma, il lavoro c\u2019\u00e8. \u30cd una pittura forte, a tratti aggressiva, \u201cindecente\u201d e umoristica, \u00e8 la serie dei nudi. Gli anni dal 1973 al 1983 e oltre si dividono tra Firenze,<br>Milano, Tropea, Vulcano. Nel 1988 \u00e8 finalmente \u201cAlicudi\u201d. I temi pittorici si diversificano, i colori si alleggeriscono in tonalit\u00e0 cilestrine ne \u201cI passi degli arcudari\u201d; la grande figurazione si frantuma e si ricompone come un mosaico nei \u201cCento ritratti degli arcudari,\u201d nei ritratti all\u2019Isola, nei ritratti al mare, alle stelle, alla luna\u2026<br>Scrive L\u2019isola inginocchiata, Mi giova, Cane come me, uomo come te. Anche a Firenze il tema \u00e8 Alicudi, dove vive per lunghi periodi, dipingendo, scrivendo e fumando ininterrottamente. Nasce la grande tematica di Palermo, una citt\u00e0 dipinta come il vestito biografico, anche di quella fisicit\u00e0 che non la riguardava. Due gli aspetti: quello materiale- corporeo dove la sua gobba diviene architettura, le cube espressioni di un essere ponderato, pesato e pensato; quello spirituale-ascetico: nascono i corpi fluttuanti, rappresentazione tangibile del libero pensiero.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1772\" height=\"2481\" src=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-262\" style=\"aspect-ratio:0.7142325719812513;width:790px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002.jpg 1772w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002-1097x1536.jpg 1097w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0002-1463x2048.jpg 1463w\" sizes=\"auto, (max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-263\" style=\"aspect-ratio:0.7138737144077884;width:791px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-1097x1536.jpg 1097w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001-1463x2048.jpg 1463w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/02.Scheda-interna-ultima_page-0001.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1957, a 33 anni, I. Galligani Pandolfini decideva di vivere a Tropea; allora non esisteva l\u2019autostrada Firenze-Roma, seguiva o anticipava suo marito, che aveva avuto un incarico.<br>Iniziava cos\u00ec il suo essere meridionale, il suo appartenere a questa terra e restare inesorabilmente e scomodamente se stessa, sempre. Era artista, pittrice geniale, appassionata nel suo pensiero, che comincia da ora a sviscerare attraverso serie monotematiche quasi ossessive, modo di essere e di fare che la accompagneranno tutta la vita. Le sue \u201cserie\u201d erano come amori, dovevano svolgersi e cristallizzarsi. Intoccabili, i suoi lavori dovevano restare \u201cinsieme\u201d facendosi forza\u2026 guai se qualcuno osava chiedere un singolo lavoro\u2026 per lei: un\u2019amputazione. Aveva ragione, l\u2019essenza del suo pensiero, della sua pittura lo si comprende proprio nello svolgersi della visione collettiva della sua opera. Come il divenire di un racconto, uno scrivere, parole che si legano in titoli come poesia. La scrittura ha fatto parte della sua espressivit\u00e0, amava farlo, dava forza al suo pensiero, lo vedeva e lo sentiva divenire importante sicuro, ne sono testimoni le numerose macchine per scrivere, ormai silenziose. Scrivere era come dipingere. Ha scritto molto, ha cominciato a farlo all\u2019arrivo nelle Eolie, all\u2019inizio degli anni Settanta, nella casa, fucina di idee, speciale per tutto, di Silvio Ceccato, a Vulcano.<br>Da Tropea a picco sul mare si vede Stromboli, che si mangia il sole in un certo giorno di agosto. Deve essere stata questa visione costante dell\u2019isola all\u2019orizzonte, che ha dato il via, nella sua testa, alla ricerca inconscia del luogo di elezione, come andata e ritorno alle proprie radici. Il viaggio era cominciato ed ebbe fine, nel mezzo della sua vita artistica, dopo molto tempo, fatica e a tutti i costi ad Alicudi. Isola era la casa, la casa era l\u2019isola, Sicilia per di pi\u00f9, Palermo per di pi\u00f9. Non si adatt\u00f2 all\u2019isola, n\u00e9 l\u2019isola a lei: erano fatte l\u2019una per l\u2019altra. L\u2019isola e lei erano fertili.<br>Negli anni, oltre ad un lavoro pittorico strepitoso, una paziente e creativa raccolta di tutto ci\u00f2 che giova e di tutto ci\u00f2 che aveva giovato. Come reliquie antiche e moderne, espressione dell\u2019isola, espressione di s\u00e9, ogni cosa prendeva vita ed andava collocandosi al suo posto, per magia, nella sua casa.<br>Amore appassionato e cieco tanto da non concedere a nessuna cosa, fatto, avvenimento di scalfire minimamente il suo disegno, progetto, idea per la vita e per l\u2019isola.<br>Personalit\u00e0 eclettica e magnetica, si era attratti da lei inesorabilmente anche a costo di farsi male. La sua dolcezza, affabilit\u00e0, generosit\u00e0, complicit\u00e0, umorismo e bellezza potevano tramutarsi, compiacendosi di questo, in collere, ire funeste, cattiverie, insofferenze, indifferenze glaciali, vendette, feroce ed antipatie, ma, mai che non fosse per un motivo dell&#8217;ingegno. Paladina del suo credere, da vero maestro, sentiva come un tradimento cosmico il pensiero diverso dal suo, soprattutto di coloro a cui voleva bene. Accettava il contraddittorio solo da coloro che stimava e che avevano resistito agli attacchi, dimostrando carattere e personalit\u00e0. Il resto e molto di pi\u00f9 lo si potr\u00e0 comprendere meglio dall\u2019opera pittorica e letteraria.<br>\u00c8 morta come ha sempre vissuto fumando\u2026 lavorando\u2026 fumando\u2026 lavorando\u2026 e con il pensiero di tornare a casa sua. Palazzetto d\u2019Angi\u00f2. La Tonna. Alicudi. Isole Eolie. Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/?page_id=860\" data-type=\"page\" data-id=\"860\">Collegamento agli articoli di giornale dell&#8217;epoca<\/a><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Invito-Mostra-Maratea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"484\" src=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Invito-Mostra-Maratea-1024x484.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-835\" style=\"width:711px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Invito-Mostra-Maratea-1024x484.jpg 1024w, https:\/\/www.igalliganipandolfini.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Invito-Mostra-Maratea-300x142.jpg 300w, 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