Pubblicato su Il Settimanale, 18 giugno 1975

“Trenta oli su tela o legno della fiorentina Galligani, presentata dal suo critico fedelissimo, il cibernetico Silvio Ceccato. Della Galligani ricordavo con simpatia la serie degli ex voto: «Una fantasia schiacciata sulla terra». Questa volta la mostra è tutta dedicata ai nudi: nudi visibili da qualsiasi persona, dal segno pulito e che pure fanno pensare
(«Nei quadri di lsabella c’è il tempo per pensare»). «C’è un nudo che si spoglia, ma qui c’è anche un nudo che si veste, da gatto, da ranocchio, da cane». I più suggestivi per me sono i meno realistici: quelli più mentali.” Vanni Scheiwiller

Pubblicato su Il Corriere della Sera, 20 aprile1975

“Un buon istinto pittorico ed un lirismo sottile sono contenuti, e come pudicamente velati in queste “figure” della GalIigani; svolte da un segno tenuemente filato, spirituale e spiritoso la sua parte, che le stira, le allunga, le allenta, le appalottola con grazia, simile quasi ad un cordone ombelicale che infatti si rannoda su se stesso, o a tratti può gonfiarsi a mo’ di tenero budello per volare: esse appariranno come contese tra una nostalgia di rannicchiamenti fetali e il desiderio di essere alate. Il colore le incarna in preziose modulazioni, un po’ sfatte come è il sapore del ricordo, un po’ dolci come la speranza. «Nei quadri di Isabella — commenta Ceccato in catalogo — c’è il tempo per pensare» Maurizio Calvesi

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